Meningite, una patologia con letalità tra il 9 e il 12%, che in assenza di trattamento antibiotico può raggiungere il 50%. Il vaccino per la meningite meningococcica di Novartis Vaccinesriceve il Premio Galeno 2014 per l’Innovazione del Farmaco. Si tratta del più alto tributo in ambito biomedico e farmacologico conferito nel nostro Paese. “Grazie a questo vaccino, la speranza è che nessuno debba più subire le conseguenze di una malattia tanto aggressiva e subdola come la meningite da meningococco”, ha commentato con orgoglio Francesco Gulli, AD di Novartis Vaccines.

Testo tratto da Più Sani più Belli di dicembre 2014

La meningite meningococcica è un’infezione batterica, causa principale di meningite in Europa, soprattutto tra i neonati, la fascia d’età più esposta al meningococco B. È particolarmente pericolosa in quanto attacca le persone sane senza alcun segnale di preavviso e può portare al decesso entro 24-48 ore. Ha una letalità tra il 9 e il 12%, ma in assenza di trattamento antibiotico adeguato può raggiungere il 50% dei casi. I segni e sintomi della malattia sono spesso simili a quelli influenzali, rendendo così difficile la corretta diagnosi negli stadi iniziali dell’infezione e limitando la possibilità di evitare le conseguenze più gravi. Su dieci persone che contraggono la malattia, circa una è destinata a morire anche se sottoposta a cure adeguate, mentre su cinque persone che sopravvivono una rischia di restare vittima di devastanti disabilità permanenti, quali danni cerebrali, problemi di udito o amputazione di arti.

In uno scenario così drammatico, c’è fortunatamente una buona notizia: il vaccino contro il meningococco B esiste (è prodotto per tutto il mondo dalla Novartis), ed è disponibile già in Italia (inserito nei calendari vaccinali regionali di Puglia, Basilicata, Toscana e Veneto). Ma non è tutto, perché il medicinale è stato insignito del prestigioso Premio Galeno Italia 2014 per l’Innovazione del Farmaco. Si tratta del più alto tributo in ambito biomedico e farmacologico conferito nel nostro Paese.

“Grazie a questo vaccino, la speranza è che nessuno debba più subire le conseguenze di una malattia tanto aggressiva e subdola come la meningite da meningococco”, ha commentato con orgoglio Francesco Gulli, AD di Novartis Vaccines.

Fino ad oggi i tradizionali approcci vaccinali non erano riusciti a individuare una soluzione facilmente disponibile contro il meningococco B, responsabile in Italia di oltre 6 casi su 10 di meningite meningococcica. Il ricercatore e la sua equipe sono riusciti a superare questi ostacoli grazie alla messa a punto di una tecnica innovativa per lo sviluppo di vaccini che si basa sul sequenziamento del genoma dei patogeni: la Reverse Vaccinology. Tale approccio, iniziato con la collaborazione tra Rino Rappuoli e con lo scienziato Craig Venter, è diventato uno standard di riferimento nel mondo della ricerca.

Fonte: Più Sani più Belli