La discarica dei veleni di Bussi è stata protagonista dell’informazione mediatica abruzzese. Inquinamento accertato, responsabilità da ricercare. A far luce sulla vicenda è la testimonianza di un ex dipendente dello stabilimento Montedison, Pasquale Antonucci, rilasciata in esclusiva aGocce di Verità.

Inquina più l’inchiostro dei giornali o gli scarichi di un’industria chimica?

A fare chiarezza su questo dubbio amletico ci ha provato la Corte d’Assise di Chieti che, recentemente, si è espressa sulla cosiddetta discarica dei Veleni di Bussi, una vicenda su cui sono stati versati fiumi e fiumi d’inchiostro. Velenoso per l’appunto.

Un torrente di parole tossiche contro la compagnia che gestiva l’impianto che è straripato in occasione dell’assoluzione di 19 dirigenti e tecnici dall’accusa di disastro ambientale. Un’esondazione mediatica che è sfociata in titoloni a tutta pagina del calibro di “Vergogna” e “Ingiustizia”.

Ma la verità dov’è? Anche in questo caso, abbiamo cercato di scovarla all’interno del classico conflitto sociale che vede l’inerme popolazione soccombere sotto i colpi di una multinazionale senza scrupoli.A fare luce sulla vicenda, un ex dipendente dello stabilimento, Pasquale Antonucci, che ci ha illustrato la vicenda dal suo punto di vista.